Quando sei arrivato2007 oltre al nome del pedigree avevi quello di Jasper che io cambiai in Jack. A Jack dedico questa lettera per il tempo bellissimo passato assieme.
GRAZIE
Caro Jack,
grazie! Grazie per la tua bellezza che mi ha tenuto compagnia in questi anni e per il tuo meraviglioso carattere che ha fatto si che ogni giorno potessi ridere con te. Una terapia involontaria ma benefica che mi ha tirato fuori da un buco nero dell’anima e restituito agli affetti umani agli interessi alla Vita. Che questo risultato sia dovuto a tentativi riusciti di comunicazione tra specie diverse è ancora un tuo merito lo testimonia il fatto che quando nella nostra vita è arrivata la gatta Minou tu anziché contrastarla o addirittura eliminarla come farebbero ed anno fatto tanti altri levrieri Flash e Mimì per esempio che ti hanno preceduto fecero delle vere e proprie stragi l’hai accolta studiata sopportata tanto che ti seguiva ovunque tu andassi da lontano se correvi ovviamente e con te dormiva sicura dello scudo del tuo gigantesco per lei corpo e del tuo abbaiare agli intrusi.
Non ti ho amato solo io infatti quando sei arrivato stavo così male dentro che ti ho lasciato fare tutto quello che volevi da irresponsabile e colpevole se tu avessi fatto qualcosa di dannoso a uomini ed animali direttamente a morsi o indirettamente causando un incidente automobilistico. Invece non hai mai causato problemi anzi ti sei fatto amare dalla gente di due paesi Roffeno e Cereglio costruendoti dei “percorsi gastronomici” che guarda caso incrociavano con le trattorie del territorio proprio negli orari di fine pasto approfittando così di tegami di braciole lasagne e tagliatelle senza problemi perché da buon greyhound non possiedi la metabolizzazione dei grassi e quindi siete sempre magri nonostante tra i cani siate quelli che in rapporto peso/cibo mangiate di più. Ovviamente questo succedeva dopo aver consumato uno dei due regolari pasti a casa… ma del resto facevi quasi 20Km al giorno in qualunque stagione o clima. Senza contare le gare che ingaggiavi con qualche ungulato perplesso nell’incontrare un cane che correva più veloce di lui.
Non eri un cane da guardia anzi avresti solidarizzato con chiunque per due coccole e chiunque te le faceva colpito dalla dolcezza dello sguardo di un cane così imponente eri fuori dallo standard ENCI ma chi se ne frega ma un compito te l’eri dato: la guardia notturna contro caprioli cervi o cinghiali che dal bosco salivano sino al giardino soprattutto d’inverno. Ti lanciavi nei campi e nel bosco abbaiando e scacciando gli intrusi. Mancherai anche alle rose delle quali in questi mesi si perpetrerà una strage notturna e inevitabile.
Per dare un esempio di questo tuo “lavoro” e di quanto ho scritto sopra in merito al riso ed all’allegria racconto quanto successo una notte di qualche anno fa. Era gennaio con la neve a meno 7° tutto era ghiacciato. Mi svegliasti scrollandomi con il muso ti aprii la porta e tu partisti contro un gruppo di cinque cerve che banchettavano con le rose del giardino che spuntavano dalla neve. La distanza non superava i 10 metri. Appena aperta la porta il gruppo partì in fuga tu in tre balzi eri già addosso ma non riuscisti a frenare…sbattesti con il muso contro il posteriore della cerva più lenta ribaltandola e mandandola a zampe all’aria. Anche tu ti rialzasti rintronato e con quella faccia da Pippo che solo guardarla faceva sorridere aumentando la tua perplessità espressiva e quindi il riso in chi ti guardava. Io ero in ginocchio sulla soglia di casa in mezzo al ghiaccio con addosso solo la maglietta che ridevo e ridevo nel freddo del caldo di quella situazione.
Questo mese di corse tra i veterinari esami analisi e terapie ed alla fine un verdetto senza speranza è stato però il tempo di una cerimonia degli addii che abbiamo cercato di renderci la più piacevole possibile date le condizioni. Anche l’ultimo giorno sei stato grande. Non riuscivi a stare in piedi da solo ti ho preso in braccio facilmente da quasi quaranta chili eri passato a 23 in neanche 40 giorni e ti ho portato verso il bagagliaio dell’auto che avevo imbottito come per ogni viaggio questo era l’ultimo. Quando ti ho lasciato a terra tu ti sei messo in posizione per salire come hai fatto sempre ma poi hai scartato a sinistra hai fatto uno o due passi per metterti in faccia alla valle. Sei stato lì il tempo di tre sospiri guardandoti attorno e fissando lontano. I cani di Federico 12 pastori tedeschi hanno sentito l’odore o non so perché ma hanno incominciato ad ululare sempre più forte. Tu hai piegato la testa sei tornato indietro e rimettendoti in posizione per salire ti sei girato guardandomi come per dire :< Sono pronto andiamo>. Ti ho preso in braccio e ti ho sistemato su senza vedere nulla le lacrime mi facevano velo.
Ancora grazie Amico mio.
Gianluca
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