EMIRO...ricordo speciale
Avevamo promesso a Chiara di mandarle una foto di Emiro; sono passati 3 anni e ora mantengo la promessa. Abbiamo adottato Emiro 3 anni fa: era un cane, come Chiara aveva notato, con uno sguardo molto triste perché, preso da una famiglia di Mantova avendo distrutto un pò di porte in casa era stato restituito. Appena arrivato in casa nostra si è ripetuto, dimostrando però di aver capito che quelle porte andavano tirate e non spinte. Peccato che fossero state appena restaurate! Da allora non è stato più lasciato solo in casa e quando siamo tutti fuori lui resta nella sua residenza in giardino. Piano piano si è sciolto e ora sa che quando usciamo torneremo; la cosa non lo riempie di entusiasmo, ma nemmeno lo rattrista; è solo seccato perché non capisce questa necessità del lavoro (francamente non la capisco bene nemmeno io).
La mattina si alza appena sente il rumore della pappa; dopo aver mangiato viene a pulirsi il muso sui miei pantaloni ed aspetta (aspetta?) di essere portato fuori per una giratina igienica; il giardino è immenso, ma una prigione per quanto dorata è sempre una prigione.
Io e mia moglie siamo i padroni; il figlio maggiore è stato invece scelto come compagno di giochi e di dormite (sopporta di dividere il letto con lui); Emiro è il quarto levriero che ho, ma è l'unico che, appunto con mio figlio, non abbia un comportamento da greyhound: gli salta addosso, gli prende la mano con i denti e, dolcemente, cerca di tirarlo, si inginocchia e ..... abbaia.
Passa le sue giornate riposando tra le sue varie cucce (due in casa, più il letto del figlio e il divano della stanza della televisione, e una fuori) e sorvegliando l'eventuale presenza di gatti in giardino; purtroppo il numero degli stessi è diminuito e i superstiti si guardano bene dall'entrare. Ogni tanto si mette a correre come un matto e dopo ha un'aria estremamente felice e ci guarda come per sollecitare la nostra approvazione ed un eventuale applauso.
L'unica vera fonte di preoccupazione è che non riconosce gli altri cani come tali, ma li considera prede; questo ci costringe a stare molto attenti quando lo portiamo fuori con noi e talora a lasciarlo a casa.
Comunque non è più il cane dall'aria triste che avevamo accolto; adesso ha una ricca serie di espressioni con tante sfumature e sembra molto sereno; rispetto ai primi tempi si permette anche di fare il permaloso e, se ritiene, a torto o a ragione di avere subito un torto, fa l'aria offesa e tiene il muso anche per vari giorni.
Questo è un breve e incompleto riassunto di questi tre anni con Emiro e, anche se in ritardo, spero che vi sia gradito.
Cari saluti
Luca
P.S.: le foto sono in ordine cronologico e tranne quella sul divano (casa al mare) sono tutte fatte nel suo giardino.
Grazie a VOi che avete dato fiducia ad un nostro CARO ricordo....Emiro Greyhound del Cinodromo di Roma...